Ivano Pezzetti - 2012

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L'AZIENDA, LA SCELTA DEL BIOLOGICO E LE PRINCIPALI ATTIVITA' COLTURALI (23 settembre 2011)

 

Quanti ettari avete?

Gli ettari di proprietà sono 6.7, poi abbiamo 1,17 ettari in affitto in cui produciamo susine.

Che tipo di coltivazione fate?

Facciamo biologico dal 2000, dopo sette anni di lotta integrata; prima ancora eravamo in convenzionale.

Com’è distribuita la vostra azienda?

Noi abbiamo fondamentalmente pere, susine, albicocche e pesche. Poi abbiamo l’uva, dell’Uva d’Oro e della Clinton, che sono uve d’una volta, della tradizione, che vendiamo e con la quale facciamo anche del vino, ma solo per uso familiare. Adesso dobbiamo estirpare alcuni peschi…

Perché dovete estirpare i peschi?

Perché sono troppo vecchi, hanno più di 10 anni e non fruttano più bene; la stessa cose vale per albicocchi, ciliegi e susini, mentre il pero e il melo hanno una durata maggiore. Certo, prima di estirparli piantiamo nuovi impianti da un’altra parte, aspettiamo che crescano, in modo da avere sempre produzione, da avere sempre terra piantata. Anche perché dopo una certa età, le piante fanno dei frutti che sono sempre buonissimi, ma anziché farti 200 q.li per ettari, magari te ne fanno solo 100.

Quindi avete piantato nuovi peschi?

Sì, abbiamo piantato del pesco perché viene in poco tempo. Di peri invece non ne piantiamo più perché ci mettono molto tempo a crescere, hanno un costo molto elevato sia come pianta sia come produzione, e durano molti anni, quindi noi, che abbiamo una certa età, abbiamo deciso da adesso in poi di fare prodotti che vengano presto e che non ci diano tanti problemi.

Dove comprate le piante?

Noi compriamo le piante solo da vivai che fanno il biologico certificato. Se non le troviamo qui vicino, dobbiamo spostarci; io a volte vado anche a Modena per esempio e, se non le troviamo, dobbiamo chiedere la deroga all’ENSE (Ente Nazionale delle Sementi Elette) che ci certifica il fatto che dai vivaisti bio  effettivamente non ci sono le piante che stiamo cercando, e ci consente di comprarle da vivaisti normali, ma possiamo comprare solo quelle virus esenti.

E come orticole, cosa avete?

Abbiamo pomodori di tutti i tipi, zucchine, melanzane, peperoni, poi altre cose che variamo, e poi meloni e cocomeri.

Che tipo di irrigazione avete scelto?

Noi abbiamo scelto di fare un impianto a goccia per non bagnare mai la foglia, la chioma, ma soltanto la terra.

Perché, qual è il rischio nel bagnare la chioma?

Il rischio c’è soprattutto per il pero e per il melo che possono prendersi l’alternaria, una malattia che fa venire macchie nere e che fa marcire i frutti, e che viene con l’umidità. Ecco che, facendo l’irrigazione a goccia, si evita di bagnare la pianta e si limitano i danni da alternaria. In biologico non si possono dare tanti prodotti contro le malattie delle piante, quindi ogni operazione deve essere oculata. Contro i funghi che attaccano il pero, noi diamo il rame, che in convenzionale non si usa perché fa la ruggine (il frutto non è liscissimo, la buccia è un po’ ruvida). Noi in biologico non possiamo fare tanti trattamenti, noi abbiamo solo tre prodotti: il rame per i funghi, i polisolfuri di calcio e il piretro per gli afidi. Poi certo abbiamo alcuni altri rimedi: facciamo le confusioni sessuali contro la Cidia del pesco e del susino, i nematodi per la carpocapsa in autunno.

Chi ci dice che la vostra coltivazione è veramente biologica?

Il CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) che fa dei controlli circa due volte l’anno e che ci dice tutto quello che dobbiamo fare, quali concimi, quali prodotti, quali piante…

Tu quindi devi comprare anche le piante biologiche? Dove compri le tue piante?

Sì, compro le piantine non trattate, biologiche, all’Habitat di Ostellato; loro usano sementi biologiche per produrre le piantine. Tutte le mie piante, anche quelle dei pomodori e delle orticole, devono essere tutte certificate. Noi che facciamo biologico abbiamo dei regolamenti molto stringenti: dobbiamo segnare tutto quello che facciamo; dobbiamo fatturare tutto, tutte le piante, perché se fanno un controllo e trovano che hai comprato un pomodoro dove non dovevi comprarlo ti cancellano dal biologico.

E come fate a sapere che il vostro prodotto è veramente a residuo zero, che non ha subito i trattamenti chimici dei vicini?

Lo sappiamo dalle analisi che ci fa la nostra cooperativa, la Patfrut di Monestirolo. La Patfrut tratta sia il convenzionale che il biologico, e tutto viene separato: le celle, la conservazione, la lavorazione, la vendita, sono due filiere distinte. I nostri prodotti seguono la filiera del biologico, che poi è Borgo Sole, Naturitalia.

Come funzionano i controlli?

Funzionano che al momento della raccolta i tecini della Patfrut vengono e fanno le analisi sul prodotto.

Quest’anno voi avete venduto tutto a residuo zero?

Sì tutto, noi è 10 anni che vendiamo il prodotto biologico.

Possiamo dire quindi che, almeno qui in Emilia Romagna, il controllo del biologico funziona veramente?

Assolutamente sì, è molto rigido. L’ultima volta che hanno fatto un controllo qui da noi è stato in agosto, un mese e mezzo fa. Abbiamo anche dei tempi rigidi: per esempio non possiamo falciare l’erba quando vogliamo, specialmente quella delle siepi e dei fossi; adesso come vedi è molto alta ma non possiamo tagliarla perché è il periodo in cui gli insetti utili vanno a ripararsi; la possiamo tagliare in autunno e poi basta, non possiamo più toccarla fino a marzo.

Quali sono gli insetti utili?

Le coccinelle di tutti i tipi che mangiano gli afidi e la psilla; le api che sono utili per il fiore, per l’impollinazione, pensa che qua vicino c’è un’apicoltura e, in primavera e in estate, abbiamo una grandissima quantità di api che girano, soprattutto quando apro le serre dei meloni.

Parlaci un po’ di queste siepi.

La nostra azienda è tutta circondata da siepi che servono come ricovero per gli insetti utili. Come siepi abbiamo le viti, i noccioli, gli alberi di Giuda, il sanguinello, le Palle di neve, e altre specie che ci ha indicato la Regione. Le siepi servono anche come barriera nel caso i vicini facessero trattamenti chimici, la legge in questo è molto rigida: o fai le siepi, o le prime due file di piante le tieni in convenzionale, o devi avere 20 metri di distanza dalle aziende vicine che fanno convenzionale. In certi punti, dove non riusciamo a fare le siepi, noi abbiamo i 20 metri; preferiamo così, piuttosto che tenere due file in convenzionale. Oltre alle siepi abbiamo anche molti alberi, degli olmi, dei pioppi, dei noci, dei ciliegi, perché fare biologico significa avere un po’ di tutto, non significa soltanto produrre biologico ma significa amare la natura, creare un buon ecosistema.

Da adesso in poi, quali sono le operazioni che vi accingete a fare?

Adesso dobbiamo dare i nematodi e la concimazione a base di azoto, ma dobbiamo aspettare che piova e che ci sia abbastanza umido.

Cosa sono i nematodi?

I nematodi sono dei vermi piccolissimi, invisibili ad occhio nudo, che vengono nebulizzati a milioni sulle piante con l’atomizzatore, e che mangiano le larve della carpocapsia e dell’accidia. Ma per darli devono esserci delle condizioni favorevoli: deve piovere, deve essere umido e una temperatura di almeno 10/12 gradi, altrimenti loro non girano. Bisogna intervenire tempestivamente, altrimenti non serve a niente. I nematodi sono un grosso aiuto, in particolare contro la carpocapsia che colpisce molto il pero.

E dopo i nematodi e la concimazione?

Aspettiamo che cadano le foglie, poi in dicembre cominciamo con la potatura, che di solito concludiamo a fine marzo. A febbraio diamo il rame e il polisolfuro a pesco e susino, e poi si comincia il periodo duro.

In quante persone lavorate in azienda?

Siamo io e mia moglie. Quando abbiamo bisogno, chiamiamo anche i nostri figli, che però fanno un altro lavoro.

A chi vendi i tuoi prodotti?

Pomodori, melanzane, meloni e cocomeri li facciamo solamente per il mercato e la vendita diretta. Pere, prugne e albicocche invece, in parte le commercializziamo, e in parte le teniamo per il mercato e la vendita diretta.

In quali mercati siete?

Noi facciamo i mercati di Porta Paola del venerdì e quello in Piazzetta Comunale della domenica; tra qualche settimana ne iniziamo un terzo, quello nuovo di Piazzale Castellina che verrà inaugurato a breve

Come fate a conservare le pere, per esempio?

Noi ne teniamo solo un po’ qui da noi altrimenti ci maturano troppo in fretta, soprattutto con una stagione così calda; il resto lo facciamo mettere in frigo dalla nostra Cooperativa, la Patfrut. Questo perché per la conservazione del biologico non va fatto nessun trattamento, per esempio per i funghi; noi raccogliamo e mettiamo in frigo, non possiamo fare nient’altro, ed è per questo motivo che il biologico finisce presto.