La Ginestra - 2014

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INTERVISTA A EDUART KULLI, RESPONSABILE DELLA COMUNITA'  (luglio 2014)

So che da qualche tempo state collaborando con la Coop Estense, raccontaci meglio…
Sì, dal maggio scorso, noi di Viale K siamo entrati in un progetto della Coop Estense per la quale produciamo zucchine. Il progetto sta funzionando molto bene, solo nel mese di giugno abbiamo prodotto un centinaio di quintali e altrettanto contiamo di fare a luglio. La produzione andrà avanti fino a fine settembre. La raccolta viene effettuata tutti i giorni, quindi questo è un progetto che porta sui banchi delle Coop cittadine (Le Mura, Il Castello, Il Doro) prodotti freschissimi che vengono coltivati a Ferrara e non passano dalle celle frigorifere e dai camion. Un prodotto fresco, veramente a km. zero. Le zucchine stanno andando molto bene, la Coop è molto soddisfatta del nostro prodotto, tanto che ci stiamo già accordando per il prossimo anno: oltre alle zucchine, vorremmo aggiungere anche altri prodotti come pomodori, melanzane e peperoni. Potremmo fornire anche i nostri broccoli e i cavoli per l’inverno, ma lavorando ad un livello così alto come con la Coop, bisogna proprio specializzarsi: mentre per le zucchine non avevo dubbi, sapevo che in dieci anni avevamo raggiunto un ottimo prodotto, con i cavoli forse non ci conviene, meglio aspettare e migliorarci ancora. In ogni caso, questo è un progetto molto importante per il territorio e per noi: perché tiene impegnati i ragazzi, offre lavoro e, cosa molto importante per noi che siamo una comunità e non un’azienda e che quindi non ci poniamo in competizione con nessuno, il fatto che quello degli ortaggi è un mercato libero; nel ferrarese ci sono veramente pochi produttori di ortaggi destinati al mercato locale, essenzialmente perché attività che richiede molta manodopera e un costante lavoro quotidiano.

Com’è nata la relazione con la Coop?
Quasi per caso
. La Coop da alcuni anni ha sviluppato con la Regione un progetto con le carceri “Percorsi di accompagnamento al reinserimento
sociale di persone in esecuzione di pena attraverso l’attività orticola” che prevede il ritiro di prodotti coltivati negli orti delle carceri, la commercializzazione e ridistribuzione del guadagno tra gli istituti. Lo scorso autunno erano già venuti a trovarci il direttore del carcere, il comandante e i dirigenti della Coop per verificare il posto e il terreno, con la prospettiva di collaborare. Poi, in primavera, il progetto con il carcere di Ferrara non è partito perché non avevano i permessi per fare l’orto e noi, siccome alcuni dei nostri ragazzi sono ai domiciliari, abbiamo proposto di farlo qua, in modo di usufruire del loro lavoro mettendo a disposizione il nostro ettaro di terra.

Quanti ragazzi lavorano a questo progetto?
Per il momento abbiamo due ragazzi ai domiciliari, ma con il prossimo anno vorremmo collaborare con altri due che vengano a lavorare in giornata. Noi comunque abbiamo anche altri ospiti della comunità che ci danno una mano sia per la coltivazione che per la raccolta. La raccolta, in particolare, richiede molto lavoro, serietà e precisione, occorre essere in 4/5: deve essere effettuata la mattina presto, alle 6, e alle 8 le cassette devono essere perfette e pronte per essere consegnate.

Chi si occupa delle controlli per quanto riguarda le zucchine?
Se ne occupa un tecnico della Coop. Amica con cui dividiamo le spese. Questa cooperativa si occupa anche della gestione degli ordini e della logistica: ogni giorno ci accordiamo sulle quantità di prodotto per il giorno successivo; alla consegna pesano il prodotto e ne controllano l'integrità.

Oltre al nuovo progetto con la Coop, come stanno andando le altre attività?
Le nostre attività tradizionali, ossia le vendite tramite i Gas cittadini e i mercatini sul sagrato delle chiese stanno andando molto bene: rispetto agli anni scorsi abbiamo duplicato e forse triplicato il volume complessivo. Da quando l’ospedale è stato trasferito a Cona poi, visto che noi ci troviamo a Cocomaro di Focomorto e che siamo sulla strada, è aumentato molto il numero di persone che vengono ad acquistare direttamente alla Ginestra. Questo ci è stato possibile perché negli ultimi due anni abbiamo raddoppiato il suolo coltivato, arrivando a 1 ettaro, e abbiamo messo su delle serre che ci permettono di produrre molto e più a lungo. Abbiamo piantato anche 150 piante di ciliegio per aumentare l’offerta.