La Ginestra - 2012

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PRESENTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DELL'ORTO (Eduart Kulli, responsabile della Comunità)

La vostra è un'esperienza particolare, parlami della vostra attività di coltivazione degli orti...
Noi siamo un’associazione che si chiama Viale K e che fin dai primi tempi ha coltivato orti, dapprincipio solo per il proprio consumo, per la propria cucina, e in un secondo tempo al fine di autofinanziare le attività. In particolare io sono il responsabile di questa struttura e ne conduco le attività, tra cui quella dell’orto, cosa che per me è diventata una vera passione e di cui vado molto fiero.

Da quanto tempo producete per la vendita?
Dal 2006, diversi anni ormai.

Chi sono i vostri clienti e quali sono i vostri “punti vendita”?
Noi facciamo dei mercatini davanti ai sagrati delle chiese alla domenica mattina. A Sant’Agostino in v.le Krasnodar andiamo tutte le domeniche e diamo via tutto perché ormai abbiamo una clientela abbastanza grande e affezionata. Da quest’anno siamo anche all’Immacolata e a Santa Maria in Vado, ma chiaramente si tratta di un’esperienza del tutto nuova e occorrerà del tempo affinché si crei un bel giro. Da qualche anno produciamo buone quantità di prodotto che vendiamo durante tutto l’anno, soprattutto da maggio a ottobre, nel periodo di grande raccolto. Fare i mercatini non solo è una cosa economicamente conveniente per la struttura ma è un’operazione socialmente utile per le persone che la abitano: queste persone imparano un mestiere e vengono impiegate in un lavoro che dà soddisfazione e che non impegna intere giornate, cosa che i nostri ospiti, che spesso provengono da degenze ospedaliere, dal carcere o da situazioni pesanti, non potrebbero sopportare. Le nostre comunità si autofinanziano con il lavoro dei ragazzi; sono finalizzate all’autofinanziamento che vuol dire che sono senza scopo di lucro e che servono a finanziare l’ospitalità di persone povere che vengono dal carcere o dalla strada.

Quindi a voi come associazione è permesso vendere sul sagrato delle chiese?
Assolutamente sì. Di mercati, se fatti su suolo privato, solo per autofinanziarsi, se ne possono fare 55 all’anno senza nessun onere e senza richiesta di permessi. L’unica cosa che dobbiamo fare è tenere un quaderno in cui segnare le date e i luoghi in cui facciamo i mercatini.

Quante persone lavorano il campo?
Dipende  dal periodo, dalla richiesta. Al momento siamo in tre perché la richiesta è ancora bassa, ma ci sono periodi in cui lavoriamo in 4 o in 5.

Da chi avete imparato a coltivare?
Abbiamo imparato facendo, per tentativi. All’inizio veniva poco prodotto e quello che veniva era anche brutto. Poi a forza di provare siamo arrivati a buonissimi livelli, alcuni nostri prodotti come zucchine, insalate, cipolle, zucche e meloni sono molto apprezzati. Il problema adesso è che cominciamo a saperci fare davvero e a poter vendere di più: durante l’estate, da maggio a settembre, noi avremmo la possibilità di produrre molto prodotto ma per farlo dovremmo avere una certa richiesta, ossia la garanzia di un maggiore giro di clientela. Per produrre di più senza rischiare che il prodotto rimanga invenduto, sarebbe necessario sapere cosa desidera la gente: se ci chiedessero finocchi noi coltiveremmo finocchi, se ci chiedessero legumi coltiveremmo legumi. Questo è importante perché produrre significa acquistare sementi e piantine, significa lavoro, e questo è un costo per l’associazione. L’altro problema è che noi non abbiamo risorse né mezzi per poter fare dei mercatini che coprano delle mezze giornate o giornate intere. Per questi motivi ci stiamo avvicinando ai Gruppi d’Acquisto.

Come fate i prezzi?
I nostri prezzi sono bassi, abbiamo quasi tutto a un euro al chilo perché ci basta rientrare delle spese, non ci dobbiamo guadagnare, non siamo un’azienda. E nonostante i prezzi bassi, i nostri sono prodotti di prima qualità. La gente si stupisce dei nostri prezzi e crede che i prezzi bassi siano sinonimo di difetti e di una scarsa qualità. Questo perché siamo abituati a prezzi pompati, fuori misura, che arricchiscono in primo luogo i commercianti. Con questi prezzi non vogliamo certo essere competitivi come comunità nei confronti dei contadini, delle aziende, non sarebbe giusto; vorremmo solo essere appetibili rispetto ai prezzi che si trovano nella grande distribuzione. Quello che è importante è far capire alla gente che ci sono delle alternative alla grande distribuzione, e che la vendita diretta da parte di aziende locali o di comunità come le nostra è una di queste.Onestamente noi abbiamo anche la possibilità di acquistare prodotti da contadini o a volte anche dai frigo, in modo da integrare l’offerta. Ma ci dispiace mescolare i nostri prodotti con quelli di altri, quindi se riuscissimo a trovare un altro sistema per valorizzare i prodotti coltivati dai nostri ragazzi e utilizzarli al meglio ne saremmo felicissimi.

Quanta terra avete?
Oltre al mezzo ettaro già in produzione, qui alla Ginestra abbiamo altri 800 mq. di terra che stiamo mettendo in produzione, da ottobre prossimo avremo il primo raccolto; abbiamo anche una comunità a Sabbioncello San Vittore che coltiva un bell’orto. Anche in questi casi, se avessimo una richiesta precisa o almeno un'indicazione, potremmo anche investire qualcosa in più, ci potremmo specializzare in determinate colture. E’ necessario come dicevo primo trovare il modo di far incontrare la domanda con l’offerta, altrimenti succede come è già successo che noi coltiviamo per esempio diverse varietà di insalata, ma molte di queste rimangono invendute perché la gente non le conosce e di conseguenza non le compra.

Che tipo di produzione fate?
Noi produciamo in biologico gran parte delle colture, utilizzando sono il letame che proviene da nostri animali. L’insalata, le cipolle, le verdure come bietola e cicoria, i meloni, ecc. non vengono trattati con nulla, magari impiegano un po’ di tempo in più a maturare ma lo fanno in modo naturale. Per gli ortaggi è un po’ diverso, per avere un buon raccolto di zucchine, melanzane, pomodori, cetrioli, peperoni, per evitare muffe e malattie, bisogna intervenire qualche volta per esempio con del rame, azoto e fosforo ma in piccolissime quantità. Tutto comunque matura in campo e viene raccolto al momento giusto, solo in questo modo i prodotti prendono tutto il loro sapore.

Siete certificati?
No, per ora non ce ne siamo mai preoccupati, ma in futuro possiamo prenderlo in considerazione.

Che prodotti avete?
Insalata, ortaggi, bietola, cipolle, verdure invernali e poi ci siamo specializzati in alcuni prodotti che vanno molto come il melone, che tra l’altro qui viene dolcissimo, e la zucca, e questi prodotti ultimamente li abbiamo dati via tutti. Poi facciamo anche funghi perché vogliamo anche operare in modo educativo, nel senso che ci sono dei prodotti come per esempio il Cardoncello che a Ferrara non è conosciuto ma è dieci volte più buono dello Champignon. Per questi prodotti particolari ci piacerebbe anche fare delle promozioni, come per esempio la “Giornata del Cardoncello”, dei momenti socio-educativi aperti a tutti dove far assaggiare questi prodotti e allo stesso tempo far conoscere la nostra attività. Stiamo cercando di specializzarci in zucchine, melanzane, pomodori, cetrioli, peperoni (ne abbiamo ma in quantità esigue) ma è difficile perché qui vengono piccoli e invece il mercato li vuole grandi. Quest’anno però stiamo provando a farli venire un po’ più grandi come richiedono i nostri clienti, di una certa pezzatura, e abbiamo contattato un contadino di Baura che ci ha consigliato come coltivarli, quali concimi usare e in quale quantità. Si tratta di concimi poco invasivi e in piccole quantità, per esempio se nell’indicazione c’era 10 litri per 1 ettaro, noi ne abbiamo messi  2 o 3 per 1 ettaro.Per il prossimo anno pensavamo di mettere su delle fragole perché abbiamo visto che sono sempre più richieste.

Quali concimi si utilizzano quindi per queste colture?
Noi impieghiamo concimi come rame, azoto e fosforo.

Si può quindi dire che fate una produzione biologica al 100% per certe colture e integrata per altre?
Sì, è così. Se però avessimo una clientela che vuole tutto biologico, noi possiamo tranquillamente virare integralmente sul biologico, quello che ci preme di più infatti è capire cosa vuole la gente e muoverci di conseguenza. A dire il vero, ci stiamo orientando alla produzione biodinamica perché probabilmente migliore come metodo e come risultati.



INTERVSITA A NOE’ PRINCIPALE CONDUTTORE DELL’ORTO (26 LUGLIO 2012)

Quali concimi utilizzate e come?
Cerchiamo di utilizzare concimi più naturali possibile affinché il prodotto sia sano, cerchiamo di produrre in modo più biologico possibile perché vediamo che la gente ci sta attenta. Utilizziamo, in primo luogo, lo stallatico autoprodotto dai nostri animali. Quando diamo gli antimuffa contro gli insetti dannosi, stiamo attenti a non utilizzare prodotti sistemici e a rispettare i tempi di smaltimento dei trattamenti, ossia il periodo necessario per smaltire la tossicità del trattamento; magari aspettiamo a raccogliere anche più del periodo consigliato (anche 4 o 5 giorni in più), poi se vediamo che il prodotto è rimasto un po' macchiato lo laviamo prima di portarlo al mercato o prima di venderlo (a volte un sole forte può stabilizzare molto i trattamenti che vengono nebulizzati). Cerchiamo di curare questi aspetti, per noi fondamentali, per instaurare un rapporto di fiducia con il cliente.

Sei tu che ti occupi di fare il programma del ciclo?
Sì, purtroppo fare il programma non è semplice perché lo spazio non è molto: orientarsi su uno spazio piccolo non è semplice, puoi mettere solo qualche fila e una volta soltanto a stagione. Per avere i prodotti per un lasso maggiore di tempo, in modo che il ciclo diventi più continuo, abbiamo infatti deciso di coltivare anche il mezzo ettaro incolto che si trova dall’altro lato della casa. Fino ad ora non l’avevamo mai fatto perché avevamo paura di trovarci con una quantità di prodotto eccessiva, difficile da vendere; ma ora che abbiamo diversi mercatini attivi ci proviamo.

Come decidete i prodotti da coltivare?
Coltiviamo quelli che ci richiedono, poi cerchiamo di differenziare, piantare poco ma di tutto. Eddi ed io cerchiamo di studiare le coltivazioni in modo da coprire la maggior parte dell’anno con diversi prodotti: vorremmo provare con spinaci che crescono anche d’estate, con le carote, i legumi, i cavoletti di Bruxelles, varietà particolari come il pomodoro nero, quello giallo che hanno anche proprietà salutari particolari, ecc. Insomma proviamo a piantare prodotti un po’ diversi, che non si trovano facilmente e che possono stuzzicare la curiosità della gente.

Mi dicevi che prima di lavorare l’orto qui alla Ginestra avevi già lavorato con le piante, dove?
Io ho lavorato 5 anni in un vivaio di fiori, ho la passione per le piante, anche perché sono cresciuto in campagna. Qui alla Ginestra ho iniziato facendo un po’ di tutto, ma da un anno mi sono specializzato e mi occupo esclusivamente dell’orto.