Stefano Galliera

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L'AZIENDA, UN ACCENNO AI COSTI E I AI GUADAGNI PER CHI FA L'AGRICOLTORE OGGI (30 settembre 2011)

Quanti ettari hai?
In totale 13 ettari ma, togliendo il cortile e le altre parti perse come le cavedagne, sono 12 ettari a frutteto: 1 ettaro di pesche, ½ ettaro di albicocche, 180 piante di ciliegie e il resto sono tutte pere.

Oggi è il 30 settembre, cosa si fa nella tua azienda?
Siamo alla fine della raccolta delle pere e stiamo per cominciare le operazioni che ci avvicinano all’inverno: si cominciano a chiudere le reti antigrandine (che erano state aperte in primavera, dopo la fioritura, per salvaguardare i frutti), che vuol dire arrotolarle su se stesse e legarle.

Le reti antigrandine bastano a salvare il raccolto?
Sono un buon aiuto ma noi abbiamo anche l’assicurazione grandine, che tra l’altro è molto costosa.

Quanto ti costa?
Mi costa € 1500 per ettaro, anche se devo dire che per una parte è assistita dallo Stato. E questo è solo uno dei tanti costi che abbiamo e che va ad incidere sul nostro bilancio.

A proposito di costi, quanto vale un ettaro del tuo frutteto, considerando appunto tutto il lavoro e tutti gli investimenti che ci stanno dietro?
Se uno dovesse comprare tutto, verrebbe in media 40 – 50.000 euro per ettaro, considerando le piante, le reti, le assicurazioni, la manodopera, i prodotti, l’irrigazione, e quanti quintali vengono assicurati nell'anno.

E questi sono tutti costi che vanno ad incidere sul prezzo della frutta immagino, ecco dicci quanto ti costa produrre un chilo di pere?
Mi costa circa 0,40 – 0,50 cent. di spesa reale al chilo.

A quanto lo vendete un chilo di pere?
Questo dipende dagli anni, purtroppo quest’anno è andata male e le pere, parliamo delle Abate, ce hanno comprate a 0,30 – 0,40 cent. al chilo. Quest’anno ci abbiamo rimesso, ed è per questo che molti non le hanno vendute ma le hanno messe in frigo, perché non conveniva venderle ad un prezzo così basso.
L’anno scorso era andata meglio, forse perché c’era stata meno produzione.

C'è un listino a cui vi riferite settimanalmente vero?
Sì, c’è la Camera di Commercio di Bologna che aggiorna i prezzi di settimana in settimana e li pubblica anche sul suo sito.

Passiamo alla fase successiva. Dopo la chiusura delle reti a quale operazione vi dedicate?
Continuiamo con la potatura dei peschi e degli albicocchi.

E i peri non li potate adesso?
No, i peri e i meli vanno potati quando hanno perso tutte le foglie; mentre peschi, albicocchi e susini (ossia le drupacee) si potano quando hanno ancora la foglia.

Quanto tempo impiegate a potare peschi e albicocchi?
Noi facciamo una buona potatura adesso, poi in periodo di fioritura ripassiamo le piante e andiamo a selezionare le femminelle che devono rimanere e che daranno il frutto; questo per alleggerire la pianta, per non stressarla e per avere anche frutti più grossi.

In quanti lavorate oggi per chiudere le reti?
Oggi siamo in cinque: io, mio padre e tre lavoranti.

 

LA CASCOLA NATURALE E IL DIRADAMENTO  (15 maggio 2012)

Come sta andando la coltivazione del pero?
Purtroppo gli sbalzi di temperatura di questa primavera stanno danneggiando la produzione, sono caduti tantissimi frutticini. Una parte cade sempre perché il pero è soggetto a cascola (caduta) naturale dei frutti in eccesso, ma gli sbalzi di temperatura, vento e forti piogge aumentano la perdita di frutti. Certo, gli impianti più vecchi (con portinnesto vecchio, tipo di produzione vecchio) reggono meglio agli sbalzi di temperatura, mentre quelli più giovani sono più delicati.

In primavera gli sbalzi di temperatura sono da mettere sempre in conto però, o no?
Non così forti come quelli che abbiamo avuto quest’anno, da un giorno all’altro di è passati da 30 gradi a 12, e questo non è da considerarsi nella norma. Anche il gelo di quest’inverno comunque ha nuociuto alle gemme.

Non ho ben chiaro quali alberi vadano diradati e quali siano soggetti a cascola naturale dei frutti in eccesso, me lo puoi spiegare?
Nel pesco e nell’albicocco occorre diradare a mano
, non sono alberi che hanno la caduta naturale dei frutti in eccesso. Nel pero avviene la cascola naturale, ma in realtà dipende dalle varietà: le Abate, le Kaiser e le William sono soggette a cascola naturale al 90% e raramente si devono diradare; pere come la Conference e la Santa Maria vanno diradate. Nel ciliegio non occorre diradare perché i frutti sono piccoli e non si rubano spazio; la selezione dei frutti avviene durante la raccolta, si divide la prima dalla seconda scelta e si scartano le ciliegie bacate.
Il metodo del diradamento però varia anche in base al mercato. Il discorso è questo: occorre diradare in primo luogo per alleggerire la pianta e fare un prodotto di qualità, ma anche per le esigenze di un mercato che chiede frutti sempre più grossi. Quando ho cominciato a lavorare con mio padre, mi ricordo che la pera Conference non si diradava perché il mercato si accontentava di frutti del calibro da 16/17 cm. (circonferenza), ora invece si è passati al 19 e, per arrivare a quella dimensione occorre diradare.

E quand’è che finisce il periodo della cascola naturale e del diradamento?
Per pesche e albicocche mai, nel senso che, visto che la raccolta avviene in più volte, togliendo i frutti pronti e maturi, si continua sempre a far spazio agli altri. Nel pero fin quando il peduncolo non si piega, tanto da completare il giro e riversare il frutto verso il basso (il peduncolo che porta il frutticino sta sotto fin quando non si piega per il peso del frutto maturo).