Sara Mantovani - 2012

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LA NASCITA DELL'AZIENDA E LE MODALITA' DI GESTIONE (3 ottobre 2011)

Come mai avete pensato di mettere su quest’azienda?

Matteo: Innanzitutto bisogna dire che l’idea è di Sara. Ha iniziato lei 4 anni fa, nel 2007, io sono arrivato solo l’ anno scorso. L’idea di creare il Boattino le era venuta da tempo perché le piaceva l’idea di mantenere la tradizione di coltivare la terra: mio nonno era un contadino, aveva della terra, che era poi dove noi vivevamo da bambini; quando è diventato vecchio purtroppo l’ha venduta, ma mio padre, volendo fare un investimento, ha comprato un’altra casa con del terreno intorno.  C’è da dire anche che Sara era sempre stata abituata a preparare l’orto con nostra mamma, quella dell’orto era un’attività nota per lei.

Quanti ettari avete?

Matteo: Abbiamo circa 4 ettari e 70. E’ un’azienda molto multifunzionale: in prevalenza produciamo verdura, sia estiva sia invernale, non in grandissime quantità, ma cerchiamo di avere tutto. Oltre all’orto, abbiamo circa un ettaro di frutteto in cui ci sono 500 piante con una coltivazione vecchio stile dove ogni pianta ha 20 mq. di spazio, questo per riprendere la tradizione di quello che era il frutteto di una volta, ossia riprodurre la tipologia d’impianto di una volta. Poi abbiamo una piccola parte di terra nuda con coltivazioni variabili, a rotazione (orzo, mais, ecc.) e un altro piccolo appezzamento ad erba medica, il pieno per i nostri animali.

Che animali avete?

Matteo: Tre capre, un somaro e un cavallo, anatre e galline.

E perché tenete questi animali?

Matteo: Prima di tutto perché ci piaceva avere degli animali in azienda.  Poi perché potrebbero essere utili per un progetto futuro a cui stiamo pensando di fattoria didattica. Hanno inoltre un’importante funzione produttiva, ci forniscono il fertilizzante per la nostra terra, e noi possiamo usare solo del letame perché essendo un’azienda biologica, non possiamo utilizzare altro.

Ma ne producono abbastanza per tutti e 4 gli ettari di terra?

Matteo: Sì ne producono abbastanza, anche perché c’è una normativa abbastanza stringente sulle quantità di azoto da utilizzare per ettaro. Poi noi facciamo fertilizzazioni mirate, ossia non buttando alla rinfusa un po’ il prodotto, ma andando pianta per pianta, che è una cosa che non fa più nessuno al giorno d’oggi. C’è da dire poi che non si fertilizzano tutti e quattro gli ettari ogni anno, ma se ne fa una parte un anno e un’altra l’anno dopo. Per sfruttare al meglio le potenzialità del terreno e per arricchirlo, pratichiamo inoltre la rotazione anche delle orticole: quest’anno i pomodori sono lì, l’anno prossimo li pianteremo da un’altra parte; la stessa cosa per i legumi, che tra l’altro sono piante che arricchiscono molto il terreno.

Quindi voi avete creato un intero ciclo produttivo.

Matteo: Sì, abbiamo l'intera filiera: dalla coltivazione del foraggio alla produzione di fertilizzante per la terra, dalla produzione di orticole e frutta alla vendita diretta e all'agriturismo.

Avete anche delle siepi?

Matteo: Sì, tutta la nostra terra è circondata da siepi. Per fare biologico la legge ci chiede di mettere delle siepi che fanno da barriera per evitare che insetti dannosi vengano da fuori, perché il rischio è che nel caso in cui si abbiamo di fianco aziende che utilizzano pesticidi, gli insetti dannosi migrino altrove. Nel nostro caso, non avendo altri frutteti attorno, ma solo terra nuda, abbiamo veramente pochi problemi.

Parlami dei vostri prodotti dell’orto, cosa coltivate?

Sara: Prezzemolo, aglio, cipolle, rucola, insalate, carote, fagiolini, fagioli, fragole, zucchine, melanzane, carciofi, peperoni e pomodori. Come orto invernale abbiamo cavolfiori, cavolo cappuccio, cavolo nero, cime di rapa, tre varietà di verze.

Dove comprate le sementi?

Sara: Le compriamo da un’azienda che vende solo semi biologici, l’Arcoiris o anche all’Ipercoop perché hanno una linea biologica.

Quale sistema d’irrigazione utilizzate?

Sara: Noi irrighiamo con la pompa, piante per pianta, con l’acqua del canale. Abbiamo scelto di fare così in primo luogo perché gli impianti d’irrigazione sono costosi, ma anche perché per noi sarebbe scomodo: praticando la rotazione, ogni anno dovremmo cambiare completamente la disposizione dell’impianto. Poi annaffiando pianta per pianta, io controllo tutti i giorni le mie piante e vedo se c’è la pianta malata, se c’è da raccogliere, ecc. Controllo e gestisco l’irrigazione anche in base agli ordini che mi fanno, alla produzione che devo fare: per esempio, se so che devo fare molti fagiolini dò molta acqua, se so che ne devo farne pochi ne dò meno; se vedo che le melanzane devono crescere di più, dò più acqua. Quindi irrigare con il tubo è senz’altro una tassa che dobbiamo pagare tutti i giorni e che ci impegna per un’ora, un’ora e mezza; ma allo stesso tempo è un metodo che ci aiuta a gestire meglio l’orto.

Tu stai annaffiando le cipolle, in che fase della produzione sono ora?

Sara: Le cipolle vanno messe a dimora in questo periodo, fine settembre-ottobre, nel giro di un mese uscirà la parte verde, poi stanno ferme tutt’inverno, possono ghiacciare che non fanno niente. A primavera ripartono, cominciano a crescere, e da quel momento in poi è importante annaffiarle molto perché crescono gonfiandosi d’acqua. La raccolta si fa a fine giugno.

E poi entro quando devono essere consumate?

Sara: Le cipolle bianche e rosse è consigliabile utilizzarle entro fine estate, quelle gialle, se ben essiccate al sole, durano tutt’inverno.