Tagliavini Alberto

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L'AZIENDA, LA SCELTA DI ALBERTO E IL BILANCIO AD OGGI (11 OTTOBRE 2011)

Quando e come nasce la tua azienda agricola?
Io ho cominciato quest’attività nel 1993. Mio padre aveva il terreno, a suo tempo acquistato da mio nonno negli anni ’30 che è sempre stato lavorato da affittuari o da mezzadri, e io ho deciso di prendere in affitto una parte della terra da mio padre e di condurre l’azienda. Ho deciso di fare l’agricoltore perché comunque ho sempre avuto la passione della campagna. Mio fratello è agronomo e mi ha molto aiutato all’inizio. Ho anche molti amici agricoltori qui intorno che mi hanno consigliato, così ho cominciato con la coltivazione del pero e del melo, poi ho preferito diversificare aggiungendo albicocchi, ciliegi e infine fragole. Una volta questa campagna era molto diversa: c’erano tanti maceri, utilizzati un tempo per la canapa, filari di alberi e viti.

Ai tempi di tuo nonno cosa producevano in questa terra?
Producevano cereali e barbabietole da zucchero e foraggio per le vacche da latte, ma con delle rese basse.

Che tipo di agricoltura fai?
Coltivo soprattutto alberi da frutto secondo tecniche di produzione integrata. L'agricoltura che utilizza queste tecniche di produzione segue un "disciplinare di produzione" che stabilisce quali prodotti (normalmente quelli con minore impatto sull'ecosistema) possono essere impiegati nella difesa delle colture da patogeni e parassiti, quali dosi possono essere impiegate e quanto prima rispetto alla raccolta è necessario interrompere eventuali trattamenti.Gli agricoltori che seguono la produzione integrata utilizzano varie tecnologie per ottimizzare l'uso dell'acqua e dei fertilizzanti e tecniche di monitoraggio della presenza di patogeni per ridurre l'applicazione di prodotti chimici.L’agricoltore deve tenere un registro aggiornato di tutte le operazioni colturali che svolge e di tutto ciò che distribuisce in campagna, utilizzando solo prodotti autorizzati per le singole colture. 

Siamo quasi a metà ottobre, che cosa si fa nella tua azienda?
Tra qualche giorno comincio a raccogliere le mele.

Quali sono le fasi di coltivazione da questo momento in poi?
Apro le reti antigrandine, raccolgo le pere e poi le mele, svolgo alcune operazioni di potatura su piantine in fase di allevamento, poi aspetto che la pianta perda la foglia e, alla volta di gennaio, comincio con la potatura di peri e meli.

Hai dei lavoranti che ti aiutano nella raccolta?
Cerco di fare la maggior parte delle operazioni da solo, ma mi avvalgo di manodopera avventizia, soprattutto in fase di raccolta.

So che tu hai dei partner per la vendita diretta e ai gruppi d’acquisto, chi sono?
Sì, ho avuto l’idea di muovermi insieme ad altri produttori per cominciare anche un’attività di vendita diretta. Per alcuni prodotti questo sistema sembra funzionare bene, come nel caso delle albicocche che abbiamo venduto direttamente in azienda, tramite un gruppo d’acquisto e una cooperativa che ha contatti diretti con i mercati della frutta, in particolare con quelli del Veneto. Nel caso delle mele e delle pere, invece, la maggior parte viene venduta attraverso commercianti.

Il bilancio della tua scelta a tutt’oggi?
Il bilancio non è del tutto positivo. Per fare questo lavoro serve tanta passione perché è un lavoro molto duro, anche fisicamente. Ma il problema più grosso di noi agricoltori è che il prezzo dei prodotti non copre il nostro lavoro, a volte è necessario lasciare la frutta sulla pianta, in quanto il prezzo non copre neanche la manodopera per la raccolta. Inoltre noi anticipiamo tutti i costi colturali, quindi arriviamo ad un momento che abbiamo speso tutto e non abbiano ancora incassato nulla o quasi; i commercianti non ci pagano subito, ci pagano anche dopo un anno, o addirittura fino a 15 mesi dopo, se ci pagano.  Il vero problema infatti è che in questo lavoro, tu non fai il prezzo della tua merce, ma lo fanno i commercianti. Per capirci, al momento della raccolta noi abbiamo in mano un prodotto che è facilmente deperibile, ad esempio le pere che diventano gialle sulle piante o le fragole che stanno maturando troppo velocemente nei campi; per questo motivo spesso dobbiamo vendere i prodotti al prezzo che ci viene offerto, senza poter aspettare che un compratore faccia un prezzo migliore. E questa è la ragione per la quale ho cominciato a pensare ad un canale alternativo di vendita, come ad esempio quello a km. zero.

Che tipo di irrigazione fai per gli alberi da frutto?
L’impianto l’ho fatto io, risale al 1993, è di quelli ad aspersione a chioma con irrigatori che bagnano l’intera superficie del frutteto. Funziona così: c’è un tubo da 20 cm. di diametro che corre quasi lungo tutto il frutteto, è posizionato sotto a 1 metro e mezzo per evitare che geli; ogni tanto c’è una diramazione che raggiunge i filari, viene su, ci si attacca un collettore di plastica a cui si attacca un tubo, ovviamente ci vuole un trattore che pompi dell’acqua.

Vedo che anche tu hai delle siepi a limitare i tuoi terreni, quando le hai piantate e perché?
Sì, queste sono tutte specie autoctone, prugnolo, rosa canina, gelso, ecc. Le ho piantate io 10 anni fa e fanno parte di quelle azioni dette agroambientali e eco-compatibili che vogliono riprendere e mantenere il paesaggio tipico, il territorio com’era una volta; ogni anno si riceve un contributo regionale ma a patto che non si tocchino le piante: non si possono potare, diserbare, devono semplicemente essere mantenute. Tra questi alberi possono trovare rifugio e cibo piccoli mammiferi e nidificare diverse specie di uccelli.

 

LA COLTIVAZIONE DELLE FRAGOLE (11 ottobre 2011)

Da quanto tempo coltivi fragole?
Questo è il primo anno.

Raccontami delle tue fragole, quanti ettari hai?
Ho 5000 m. di fragole, ½ ettaro, in pieno campo, ossia non sotto serra: vengono piantate a luglio/agosto, vengono irrigate, protette dai patogeni; vengono concimate, mantenute pulite dalle malerbe, perché in questo periodo la pianta deve costituire le riserve e differenziare le gemme a fiore per la produzione del prossimo anno.

Vedo dei tubicini, come funziona l’irrigazione ?
L’irrigazione avviene con manichette che sono sotto al telo di protezione. L’acqua viene pescata con una pompa dal canale, viene filtrata e poi va a nutrire tutte le singole piantine: ogni 15 cm. c’è un ugello, ossia un forellino, e da lì dai "da mangiare e da bere" alla pianta, con acqua e nutrimenti.

In cosa consiste la lavorazione?
Del personale passa a pulire le piante all’occorrenza, perché la pianta vegeta e, in un periodo come questo, con un settembre così caldo, la pianta tende a fiorire ed ad emettere stoloni (ossia germogli che la pianta utilizza per la propria naturale propagazione) rischiando di deperire e diminuire la differenziazione a fiore delle gemme per la produzione primaverile. Si tolgono tutte le formazioni fiorali, una per una. Poi bisogna tenere pulite le piante dalle erbe, bisogna zappare poi, quando saremo in aprile, bisognerà ricoprire tutti gli interfilari (ossia gli spazi tra le file) con della paglia, per due motivi: per riuscire a camminare meglio, su una superficie quasi pari; e poi perché se piove gli schizzi d’acqua e fango sporcano le fragole, con la paglia invece le fragole rimangono pulite. Questi sono tutti lavori che si fanno a mano.

Quante persone servono per fare questi lavori, e quanto ti costano?
Nel periodo della raccolta, a maggio, qui servono 10 persone. Per le fasi di coltivazione della fragola invece, da luglio in poi per tutta la stagione, non è facile quantificare, ma ci vogliono circa 3 zappature, 5 pulizie dei fiori e delle malerbe.

Quali varietà di fragole hai?
Io ho messo giù tre varietà, Clery, Antea e Dely. La scelta varietale viene fatta tenendo conto dell’epoca di maturazione, per avere sempre fragole mature da raccogliere, in modo “scalare”: la prima settimana di maggio si comincia a raccogliere la varietà più precoce, successivamente anche la seconda e così via. Nell’arco del mese, comunque, io devo passare tutto il mio fragoleto quasi tutti i giorni.

Ora siamo ad inizio ottobre, a che punto è la pianta?
Adesso la pianta sta facendo le teste fiorali. Quando le ho piantate io, in luglio, erano radici nude legate in mazzi da 50, che vengono piantate con una forchetta. Prima di questa fase c’è tutta una lavorazione di preparazione del terreno, che prevede la concimazione, la creazione delle baulature (le cunette sulle quali si pianta) con una macchina apposta, poi vengono ricoperte con questa pellicola nera che ha un effetto di pacciamatura, che impedisce cioè che crescano le malerbe.

Quante fragole fa una singola pianta?
Una pianta fa in media da 500 gr. a 1 kg. di fragole nell’arco di un mese.

Quanti ettari di campi a fragole ci sono in provincia di Ferrara?
Adesso siamo in pochi, penso ci siano poche decine di ettari a fragole, in ogni caso dimensioni piccolissime. Una volta la provincia di Ferrara, insieme alla zona del cesenate, era una delle zone tipiche della produzione delle fragole, che si esportavano soprattutto in Germania.

E ora in quale zona d’Italia si produce la maggior quantità di fragole?
Ora al sud, nella zona di Battipaglia, Matera, Salerno. Laggiù fanno la varietà Candonga che è squisita. E nonostante siamo in pochissimi in zona a fare fragole, quest’anno le fragole sono andate malissimo.

Quest’anno a quanto ve le hanno comprate?
A voler fare una media, 1 euro – 1,50 euro al chilo, probabilmente al costo di produzione.

A chi vendi le tue fragole
All’asta, perché al giorno d’oggi non ci sono praticamente più i commercianti di fragole, e i punti di riferimento di chi fa fragole sono l’asta (per noi ferraresi la Coferasta di San Martino o di Altedo), o i mercati ortofrutticoli (quelli di Bologna e Padova). Il problema delle fragole è che, essendo un prodotto molto deperibile, bisogna venderlo al prezzo che ti offrono, anche sottocosto.

 

LA TECNICA DEGLI INTERFILARI DI PAGLIA NEL FRAGOLETO (2 MAGGIO 2012)

Siamo a fine aprile, cosa state facendo oggi nel fragoleto?
Stiamo mettendo la paglia in mezzo ai filari. Questa è una tecnica che si utilizza da sempre e che serve ad evitare che, con la pioggia, le fragole si sporchino. Se non la mettessimo, la pioggia farebbe schizzare il fango sulle fragole sporcandole.

Quanta paglia ti serve per coprire i tuoi interfilari?
Per il mio mezzo ettaro di fragoleto serve pressappoco la paglia che si ottiene da circa  1,5/2 ettari di frumento.

Dove prendi la paglia?
L’ho comprata l’anno scorso a giugno da un agricoltore che fa frumento, appena finita la trebbiatura. In realtà l’ho comprata insieme ad altri agricoltori che fanno fragole come me, sempre come strategia per abbattere i costi; abbiamo comprato insieme circa 12 ettari di paglia, che poi ci siamo divisi in base alle nostre estensioni. Normalmente la paglia viene macinata o pressata in grandi balle; le balle così lavorate  risultano troppo grandi per entrare negli interfilari, ecco quindi che per fare questo lavoro nel fragoleto per bisogna farle pressare in altro modo, con vecchie attrezzature che fanno piccoli ballini i quali vengono stivati fino a maggio dell'anno seguente.

Come si procede quindi con questa tecnica?
Si distribuiscono i ballini negli interfilari a qualche metro l’uno dall’altro, poi con il forcone si sparge la paglia in modo da coprire il terreno e fare una sorta di tappeto di paglia.

Da adesso ad arrivare alla raccolta, quindi nei prossimi dieci giorni, cosa dovete fare ancora sulle fragole?
Da adesso alla raccolta solo acqua e nutrienti per lo più a base di potassio, ma anche magnesio e azoto organico e, se piove, un trattamento. Questo perché una pioggia in questo momento, con tantissima fioritura in atto, rappresenta una seria minaccia di infezione: il pericolo principale è un fungo, la Botrite, che in pochissimo tempo può distruggere un fragoleto intero.

 

IL PREZZO DELLE FRAGOLE E LA ROTAZIONE DEL TERRENO  (15 MAGGIO 2012)

A quanto avete venuto le fragole sinora?
Da inizio raccolta (7 maggio) ci hanno dato in media € 1.90 al kilo, al netto, tolto cioè quel 10/15 % che l’asta si tiene per il servizio commerciale che svolge. Si era iniziato con 1.40 al kilo, ma poi in una settimana fortunatamente i prezzi sono saliti un po’ e ieri si arrivati anche a 2.40 netti. Ma dipende sempre da zona a zona, io parlo nello specifico dell’asta a cui mi rivolgo, ossia della Coferasta di San Martino.

I prezzi variano a seconda delle varietà?
Un po’ sì, per la Clery ci danno qualcosa in più perché è quella che chiede il mercato. Ma anche l’Antea e altre varietà sono ottime varietà, poi tutto dipende dai gusti personali: la Clery è dolcissima, l’Antea un po’ asprigna e molti la preferiscono per questo.  Alla fine il prezzo è solo una questione di mercato.

Tu hai due file di fragole Dely, ma mi dicevi che non ne fanno, perché?
Perché la Dely è una nuova varietà, sarebbe un miglioramento della Clery. Di varietà se ne studiano sempre, ma poi le produzioni bisogna sperimentarle in campo e questa evidentemente è buonissima ma non produce.

Quindi il prossimo anno non ne ripianterai?
Credo proprio di no, il prossimo anno pianterò di sicuro Clery che è quella che come dicevo pagano di più e poi vedremo. Siccome però non si possono fare fragole su fragole, ossia coltivare per due anni consecutivi fragole nello stesso terreno vergine, dovrò affittare un pezzo di terreno qui intorno.

Perché non si possono fare fragole su fragole?
Perché avrei fragole molto piccole, non conviene. Allora conviene tirare via tutto, arare la terra, concimarla e fare un trattamento geo-disinfestante,  perché dove si coltivano fragole ci sono tanti patogeni e parassiti che rischiano di far saltare la produzione. Dopodiché penso che farò un po’ di grano perché il grano fa bene al terreno e anche perché in questo modo autoprodurrei la paglia che mi serve, come abbiamo visto, per ricoprire gli interfilari del fragoleto. Una volta si facevano fragole su fragole, ma perché si usava il bromuro di metile (BM) per disinfestare il terreno dopo la produzione;  ma poi si è scoperto che era cancerogeno ed è stato vietato a partire dal 2008.

Qui ci sono alcune piante staccate da terra, come mai?
Sono i topolini che mangiano le radici staccando di fatto la pianta da terra, ma questo è perché siamo nella prima fila del fragoleto, quella più a rischio.